Anteprima: il mondo non basta

Di: Andrea Carlo Cappi

O forse dovremmo dire “del millennio”? Siamo lontani dunque dalle frenesie fantascientifiche di pellicole come Si vive solo due volte o Moonraker: come giustamente osserva M in una delle ultime stesure della sceneggiatura di TWINE, il mondo non è pieno di megalomani nascosti dentro a vulcani e intenzionati a distruggere il pianeta. Se è vero che i cattivi continuano ad appropriarsi di noccioli di plutonio, pericolosamente accessibili da qualche tempo a questa parte, tuttavia l’uso che ne fanno è decisamente più realistico. Molto originale è del resto lo sfruttamento della fisica nucleare ai fini della trama: forse allo spettatore farà bene il ripasso di un film interpretato da Brosnan nel 1987, Quarto protocollo (dal bestseller di Frederick Forsyth), che contiene interessanti informazioni di base sul funzionamento delle bombe atomiche. Vale inoltre la pena di spendere due parole anche sul rapporto tra sceneggiatura e romanzo. Come è noto, dopo che per decenni i libri di Fleming sono stati utilizzati come soggetti, spunti o semplicemente idee per i titoli dei film, ultimamente nessuno ha più tratto una pellicola da un romanzo o un racconto della serie 007. Al contrario, dal 1989, gli autori della serie letteraria, John Gardner e Raymond Benson, hanno avuto l’incarico di trasformare in romanzi le sceneggiature dei film: Vendetta privata e Goldeneye il primo, Il domani non muore mai e Il mondo non basta il secondo. Con quest’ultimo, pur lavorando su una storia ancora in  divenire e soggiacendo alle modifiche apportate dagli sceneggiatori in corso d’opera, Benson è riuscito a creare una sorprendente simbiosi tra i propri romanzi e il nuovo film. Esiste per esempio una singolare coerenza tra la personalità di M (nota nei romanzi anche col suo vero nome, Barbara Mawdsley) come viene descritta nel recente Obiettivo Decada e come appare ne Il mondo non basta: la nuova direttrice del servizio segreto è infatti introdotta in un ambiente di VIP, industriali e politici britannici che risultano molto utili ai fini del suo lavoro ma che lasciano un po’ perplesso 007, abituato alle atmosfere alquanto retrò del Blades, il club londinese frequentato dal suo vecchio capo Miles Messervy. Inoltre, proprio come avveniva in Obiettivo Decada, anche in questo caso il punto debole della nuova M è proprio il suo legame con personaggi che non appartengono a un entourage rigorosamente spionistico. Ma ciò che in TWINE maggiormente sorprende del rapporto sceneggiatura-libro sono gli spunti che permettono a Benson di giocare magistralmente con alcuni dei più puri canoni fleminghiani. Elektra King condivide con molte delle eroine bondiane una serie di traumi che la legano al cattivo di turno, il quale, a sua volta, assume connotazioni molto simili a quelle del  temibile Red Grant di Dalla Russia con amore. Un piacevole ritorno ai vecchi tempi, dunque: si direbbe che anche gli sceneggiatori stiano adattandosi al nuovo  corso cui Benson ha dato inizio coi suoi romanzi.Oltre al  piacevole ritorno di Zukovsky, riappaiono in questo film il capo di stato maggiore del SIS Bill Tanner, nuovamente interpretato da Michael Kitchen (come in Goldeneye) e l’analista del SIS Robinson (Colin Salmon), che abbiamo conosciuto ne Il domani non muore mai, insieme a Samantha Bond nelle vesti di Moneypenny: ingredienti vecchi e nuovi per dare vigore a una formula intramontabile. E senza rinunciare al classico giro turistico del mondo che porta 007 e lo spettatore in Spagna, Inghilterra, Scozia, Turchia, Azerbaijan e Kazakhstan, per concludere la sua missione a Istanbul, la città celebrata, appunto, in Dalla Russia con amore. Del resto, come afferma il titolo del film e il motto della famiglia Bond da cui esso è ricavato (andate a rileggervi o a rivedervi Al servizio segreto di Sua Maestà) per 007 “il mondo non basta”.


Andrea Carlo Cappi traduce da alcuni anni in italiano le avventure di James Bond 007 e ha pubblicato varie spy-stories, tra cui Cacciatore dell’impossibile e Cacciatore di intrighi (Edizioni E-Elle).

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