Albert R. Broccoli
E’ sempre Broccoli, dopo aver ricevuto il rifiuto di Cary Grant, il suo testimone di nozze si sarebbe limitato ad un solo episodio, ad avere la geniale idea di affidare il ruolo di protagonista ad un promettente attore scozzese malgrado il parere contrario di Felming.Il rischio che si assumono è elevatissimo: se il film fallisce anche la loro carriera di produttori potrebbe definitivamente concludersi.Il successo fortunatamente arriva anche grazie ad accurate scelte del personale utilizzato come Maibaum, Adam e soprattutto Young.Cubby era solito affermare che la scelta di Bond e Fleming fu un colpo di fortuna ma il successo fu il frutto di duro lavoro oltre che dei preziosi consigli di sua moglie Dana. Le decisioni più importanti le prendeva dopo essersi consultato con lei. Broccoli rimarrà per sempre fedele a James Bond con una sola eccezione che risulta però strettamente collegata a 007. Infatti produce nel 1968 Chitty Chitty Bang Bang, una fiaba per bambini scritta da Ian Fleming, utilizzando come interpreti Goldfinger e Q. La molla che fa scattare in lui il desiderio di produrre questo film è il suo grande amore per i bambini. Dopo 14 anni di successi si separa da Saltzman per restare l’unico produttore di 007. Secondo una sua affermazione il motivo del successo di Bond va ricercato nel fatto che i suoi spettatori si aspettano sempre il prossimo episodio e così decide di continuare da solo prendendo sotto la sua ala il figliastro Michael Wilson e sua figlia Barbara. Una volta raggiunto il successo si rivela molto generoso e con una sua particolare filosofia:“Per ogni dollaro che regali ne riceverai 100 indietro, per ogni dollaro che rubi ne perderai 1000”. Dopo l’abbandono di Saltzman nel 1982 riceve il premio Irving Thalberg e a premiarlo è proprio James Bond Roger Moore. Quella a detta della Vedova Dana, fu una delle serate più importanti della sua carriera. Mentre i film continuano a mietere successi e gloria Cubby riceve dalla regina l’Ordine dell’Impero Britannico e nel 1990 riceve la sua stella a Hollywood. Tutti questi successi non mutano il suo carattere e i suoi valori. Rimanendo umile e aperto al dialogo con chiunque. Malgrado il suo successo smisurato non perde mai di vista il valore più importante: quello della famiglia.
Una volta disse a sua figlia Barbara: “Non lasciare che nessuno ti ostacoli” La cosa che più adorava del suo lavoro era quella di andare al cinema con la gente comune a vedere le loro reazioni ai suoi film.Caratteristica quest’ultima ereditata in parte anche dalla figlia Barbara. Quando ebbi la fortuna di conoscerla notai che alla conferenza stampa de La morte può attendere era seduta in ultima fila e nel corso dei nostri brevi contatti successivi si è dimostrata cordiale e disponibile come probabilmente suo padre le ha insegnato.
A 86 anni Albert subisce un intervento chirurgico al cuore che lo costringe durante le riprese di Goldeneye, per la prima volta, a non essere presente sul set, ma la tradizione, che vuole un membro della famiglia sul set, viene affidata a Barbara e a Michael. Il 26 giugno 1996 Cubby si spegne lasciando un vuoto incolmabile nell’universo Bond. Cubby decise che nessun film sarebbe mai uscito senza la scritta: James Bond di Ian Fleming.La famiglia di Broccoli decise che nessun film di Bond sarà mai privo del nome Albert R. Broccoli.