007 missione sex appeal
Di: Alda Teodorani
E questo basta a ripagare anche la sofferenza che ne può seguire. Come detto prima, il discorso, per certi versi, non cambia con l’attore che è chiamato a vestire i panni - in alcuni casi sempre meno numerosi - di James Bond. Roger Moore è nato a Londra il 14 ottobre del 1927. Riguardo alla sua data di nascita possiamo vedere che, nonostante abbia qualche anno in più di Connery, Moore è il tipico rappresentante dei maschi biondi con occhi azzurri che, fino a una certa età, di solito sembrano più giovani dei loro coetanei dal capello castano e dagli occhi scuri. Proveniente dalla televisione (ha anche lavorato in Cesare e Cleopatra), inizialmente specializzato nei ruoli da “pretty boy” Moore sembra costruito apposta per un certo tipo di pubblico. È il 1972 quando l’attore interpreta per la prima volta James Bond, dopo che i produttori ci hanno provato con l’australiano George Lazenby (Al servizio segreto di sua maestà), attore assolutamente inadatto al ruolo da un punto di vista recitativo e non soltanto.Roger Moore si
cimenta con Bond in Vivi e lascia morire, pellicola piena di colpi di scena e azione che aumentano il fascino del nuovoprotagonista, insieme a un’atmosfera di magia che ben si addice al periodo post-sessantottino. E sempre su questo momento storico c’è da dire che il Sessantotto (conseguenza, forse più che causa) ha lasciato dietro di sé una spettatrice più consapevole di quel che chiede al maschio e all’attore. Inoltre, la donna dei primi anni settanta non si lascia coinvolgere troppo in fretta, né, tantomeno, si fa sedurre dai canoni estetici che, poco prima, avevano tanto facilmente conquistato milioni di donne, mentre l’uomo, dal canto suo, è meno sicuro sul suo ruolo da conquistatore, più attento (almeno, così sembra) alle esigenze femminili, e l’altare della “virilità”, della barba dura per intenderci, sembra definitivamente frantumato. Moore ha il genere di faccia adatto a quel periodo e anche il tipo di corpo. Innanzitutto è meno atletico e scattante rispetto a Connery. Ha un tipo di presenza che non si può certo definire “virile”, con la facciona da bambino, incorniciata dai capelli biondi e un po’ più lunghetti rispetto a quelli di Connery, gli occhi azzurri sgranati e sempre un po’ stupiti. Questa è forse la chiave per capire il suo successo in quegli anni, prima nella serie Il Santo dove Moore interpreta Simon Templar, poi in Attenti a quesi due dove diventa Lord Brett Sinclair, e quindi appunto nel ruolo di James Bond 007. Sulla sua bellezza, la sua sensualità e la sua capacità di conquistare il giovane pubblico femminile niente da dire, basti pensare al successo attuale di un tipo simile, Leonardo DiCaprio. Da quegli anni in poi i Moore e dintorni (il non meno bravo Robert Redford, l’insuperabile John Voight, la meteora Chris Kristofferson, tanto per fare qualche esempio) saranno i tipici conquistatori del pubblico femminile. Anche se Connery resta piantato come un paletto nei cuori di molte donne da allora fino ad oggi, e certamente Roger Moore non convince altrettanto bene lo spettatore maschio che forse in Connery vedeva sia un “vero” uomo da ammirare sia un modello da imitare. Potrebbe essere definito “l’età di mezzo” e non è una bella definizione.